In Un Angolo Di Settembre.


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(C) Fotografia personale.

Ci sono giornate come questa. Esistono, succedono, fanno parte di una storia che sembrava lontana e irrealizzabile. Eppure ora è reale, è possibile, ed è qui. Una storia che ha i contorni di una favola. È la favola che ognuno di noi si costruisce strada facendo, scrivendo su anime di carta.

Certe storie, certe favole, si intrecciano perché gli intrecci non possono fare a meno di crearsi tra chi è destinato ad unirsi per mano in un angolo di Settembre. Allora possiamo volere bene e volere il bene, perché il bene va condiviso e perché siamo quello che condividiamo. Possiamo amare e cercare amore, trovarlo in una virgola tra due periodi, sommare quantità a qualità. Collocare le cose in un posto, un posto giusto, un luogo che potremmo chiamare parentesi ma che in realtà è semplicemente quella virgola piccola, presente, necessaria, inserita nella storia e viva tramite essa. Nostra.
“Sono con te, sono te, sono in te.”
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Extrasistoli (Considerazioni random sulla vita #2).


MAS-Antwerpen

Mi ero dimenticato cosa volesse dire avere caldo. Mi ero dimenticato cosa fosse l’estate.

I miei cani mi hanno fatto le feste e sono quasi impazziti di gioia, così mi sono sentito davvero insostituibile per qualcuno.

Il viaggio è stato così confortevole che ero sul procinto di addormentarmi. Non l’ho fatto, perché troppi pensieri affollavano la mia mente.

Ho fatto il primo bagno al mare. Il 30 luglio.

Ho dormito nella mia stanza e quando mi sono svegliato mi sembrava tutto fuori posto.

Non è cambiato niente, ma è cambiato tutto. Non si è più gli stessi al ritorno.

Mi è stato detto che parlo anche con i muri.

Ho imparato ad accettare i silenzi e ad amarli per quello che sono, ossia non silenzi. Perché ho capito che non li rendo mai realmente muti, c’è sempre un angolo di me che sta gridando. Read More

Il ponte delle lucciole.


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Fonte: Flickr

Le prime luci dell’alba bagnano la vallata e i campi che si possono ammirare da qui, sul ponte. Che magnifico mattino, che magnifico paese.
Ho le spalle ricurve e non riesco a raddrizzare la schiena, ci ho provato ve lo giuro, ma le sento più pesanti di un macigno.

Mi siedo sul cornicione e faccio penzolare le gambe nel vuoto mentre osservo la trama metallica delle inutili reti di protezione, posizionate più sotto. La strada dietro di me è vuota, forse è ancora troppo presto perché qualcuno si decida a divorare l’asfalto. Non un filo d’aria muove le molecole del giorno che sta nascendo ed io mi chiedo se ricordo ancora l’odore del vento. Sono stanco, e triste. A volte i problemi hanno la meglio sul mio umore ma io non ho paura di andare in pezzi, so che posso trovare la forza per ricostruire e riparare. È solo che tutto questo stanca e mi logora… Farlo ancora e ancora e di nuovo. Dopo non so più come continuare a resistere. Che cosa si può fare dopo gli ennesimi pezzi che graffiano il suolo?

Guardo giù, sono parecchio in alto ma tanto a me delle vertigini non è mai importato nulla. Sarà veloce e nessuno se ne accorgerà. Mi sto tormentando inutilmente.

Dicono che il ponte sia la postazione perfetta per vedere le lucciole dei campi e dei boschi in lontananza: tante piccole comete che esplodono ad intermittenza, barlumi di migliaia di stelle cadute sulla terra invece che consumate nel cielo. In realtà non le ho mai viste, speravo di scorgerle prima che facesse giorno. Forse le lucciole non esistono e quella voce era soltanto una burla, una tremenda dolce bugia per gli stupidi romantici, decadenti come me. Forse si sono spente da un pezzo e niente e nessuno potrà riaccenderle più.

Io ci provo ad essere buono, ci ho provato. Ma la vita non è stata buona con me. La vita non è stata buona.
E sono stanco, stanco, stanco, stanco, stanco.

*

La vita è sacra ed è banalmente l’unica che abbiamo. La vita è bella, può e deve esserlo anche nelle avversità eppure non tutti se lo ricordano. C’è chi se lo dimentica. C’è chi si dimentica quali sono le cose importanti: quelle semplici. Le emozioni. C’è chi se lo dimentica per un fatale attimo, chi per mesi, anni.

Resisti anche quando sei stanco. Resisti anche quando non ce la fai. Resisti anche se ti sei perso. Resisti, e con un po’ di impegno l’alba sarà di nuovo qui e la luce del sole darà colore alle tue vene.


Soundtrack (una delle tracce migliori della storia)

Pagina FB

Liebster Award – Cercatoredifavole


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Ragazzi perdonatemi ma quando sento parlare di nomination mi viene subito in mente, nell’ordine: Grande Fratello, tv spazzatura, bestemmie, 1984, degrado, Grande Fratello, 1984, bestemmie, spazzatura, degrado.
In questa sede invece si tratta di qualcosa di più divertente e sicuramente dagli intenti molto più apprezzabili. Con il Liebster Award (di cui esistono molte versioni) ci si mette in gioco e si apre una finestra sul background del mondo blog e sugli autori che ne fanno parte. È la prima volta che vengo nominato per qualcosa del genere e sono molto contento ed entusiasta.
Ringrazio con particolare affetto undiciTuit per la nominéscion (!!) e per la possibilità di partecipare e di contribuire al networking. Read More

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(3)1 gocce di pioggia.


Esattamente un anno fa alla stessa ora buttavo i libri sulla scrivania e avviavo il computer senza sapere cosa sarebbe successo dopo. Alcune decisioni si prendono per mancanza di alternative e altre perché dopo ci fanno sentire meglio. Ero una bomba inesplosa sul punto di scoppiare da un momento all’altro ma è bastato un solo foro per alleviare la pressione. Per far fluire in modo ordinato e spontaneo i pensieri e costruirgli argini a destra e sinistra. È stato un modo per incanalarli e concretizzarli permettendo la depressurizzazione della calotta cranica. Dopodiché, col passare del tempo, le due rive si sono distanziate sempre di più e il fiume si è allargato, espandendosi naturalmente negli spazi vuoti. Quel giorno non sapevo cosa avrei fatto o come avrei dato senso alla mia testa piena di parole, e poi è nato questo blog. Compagno silenzioso di avventure e scatola in cui mettere le cose fuori posto. Mi ha donato tanto, forse più lui a me che viceversa, mi ha riempito di inaspettate soddisfazioni. In un anno ha riflettuto ad ogni istante la mia immagine per consentirmi di passare attraverso lo specchio e abbracciare gli spigoli. Dovreste farlo anche voi: abbracciate gli spigoli. Read More

22.



Come anticipato nel precedente post ho aderito con estremo piacere al progetto #NoiLiAbbiamoAiutatiCosì, gestito da Moto39 blog, che ringrazio molto (cliccate sui link sottolineati per tutte le info).

Questo è il racconto inerente al tema che è scaturito dalla mente del Cercatore. Il contributo è stato pubblicato qualche giorno fa sul blog Moto39. Spero davvero che vi piaccia, prende in considerazione i recenti fatti di cronaca. Vi consiglio di riprodurre la traccia che vedete in apertura post come accompagnamento musicale durante la lettura.


22 MARZO.

Una normale giornata di lavoro. Doveva essere solo una normale giornata di lavoro. Ora invece non sento più alcun suono e il fumo offusca la mia vista. Mi chiamo Abdullah, devo tossire ma non oso farlo e mi scoppiano i polmoni a forza di trattenere i conati di vomito insieme alla cenere penetrata nelle vie aeree. Sono disteso a terra e mentre sbatto convulsamente le palpebre un rombo di tuono sembra perforare la parete insonorizzata dei miei timpani. Non riesco a decifrarne l’origine ma possiede certamente un ritmo.
Provo a muovermi ma il mio corpo non funziona, io non funziono. Il terrore paralizza ogni centimetro quadrato di muscolo e vedo il mio petto alzarsi e abbassarsi troppo velocemente. Cosa è accaduto, chi, come, quando? Dove? Avverto qualcosa di appuntito e tagliente fare pressione sulla mia gamba e dei filamenti della consistenza di un capello sui palmi delle mani. Quello che sembrava un tuono altro non è che il mio stesso cuore che batte nelle orecchie, batte e ribatte ed ogni colpo è un martello impietoso sulla tempia. Il sangue pulsa nelle vene e fluisce e continua a dare vita ai miei organi in un vortice che rende il mondo un posto alquanto confuso. Una mano non me la sento più.
Era una normale giornata di lavoro e poi è successo quello che non doveva succedere. Read More

Progetto “NoiLiAbbiamoAiutatiCosì”


Cercatoredifavole aderisce con entusiasmo al progetto “LiAbbiamoAiutatiCosì” promosso e gestito dal blog Moto39!😀

Cliccate sul link e sull’hashtag sotto la foto per maggiori informazioni! Ed ecco il mio contributo in forma di post.
#LiAbbiamoAiutatiCosì

Rasoio e spazzolino.


Mentre cammino a passo svelto verso la fermata dell’autobus, scatta il rosso al semaforo pedonale e devo arrestare la mia corsa. Rischio di perdere il mezzo e con esso l’opportunità di arrivare perfettamente in orario, ma poco male, ne passa uno ogni 10 minuti. Voglio comunque provare ad intercettare quello delle 07:52. Scatta il verde e la massa di persone che nel frattempo si è accumulata durante l’attesa muove il primo passo all’unisono, come se fosse guidata dallo stesso invisibile direttore d’orchestra. I ritardatari, gli agitati, i corridori, gli ossessivo-compulsivi, i perfezionisti, si riconoscono subito. La prima falcata è sempre più lunga di quella degli altri. Così siamo in 3 o 4 a staccarci dalla massa e ad andare in testa.

Sono trascorsi quasi due mesi dal mio trasferimento nella nuova città. Quasi un terzo del periodo previsto all’estero… Sulla mensola accanto allo specchio del bagno ho ancora l’astuccio che contiene tutto l’occorrente, come se stessi pernottando in albergo per una settimana. Qualcosa di breve e temporaneo, una parentesi distratta capitata per caso. Ogni giorno ripongo lo spazzolino, il dentifricio, il rasoio e tutto il resto. Tutto torna dentro l’astuccio. È piuttosto capiente dopotutto. Read More

Considerazioni random sulla vita #1


antwerp-1400_crop1400x560_tcm16-2395E insomma… Il trasferimento è arrivato. Credevo che un essere umano avesse un limite numerico di cose che potesse o riuscisse a fare, invece penso con molta modestia di aver oltrepassato quel limite e di aver battuto la persona con il precedente record mondiale di impegni e scadenze. Ovviamente qualsiasi studente nella situazione analoga avrà affrontato il medesimo carico di stress e tensione, ma io sono nella mia testa, non in quella degli altri, e per me tutto ciò ha rappresentato una novità assoluta dalla sconvolgente portata emotiva. Chiunque stia conducendo esperimenti per creare giornate di 48 ore è pregato di contattarmi al più presto. Read More