Le cose che non sai (di me).


Dimmi qualcosa che non so.

[ITA] Cosa direste voi ad una persona cara? Qualcuno che amiate, che condivida o meno con voi un legame di sangue? Cose che non potete più dire a qualcuno che non c’è più? Piccolezze che passano inosservate, dettagli che forse quella persona non è mai riuscita a notare? rain-02Quali sono le immagini e i pensieri intimi che nessuno conosce e che non vi siete mai presi la briga di spiegare? Non deve essere tutto. Deve essere qualcosa. Read More

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Quando arriva domani (l’ora blu).


L’alba è un privilegio per pochi.

Ritrovarsi su un treno, su un aereo, su un autobus, di nuovo verso terre lontane e lontani inizi. Meglio farlo un soffio prima che spunti il giorno, o quando il tramonto che ci ha preceduti assume un colore tenue di alba confusa.

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Grovigli.


[Ita] Le feste sono arrivate, e con esse il carico emotivo da bilancio annuale, la tensione da riunione familiare e il bisogno di calore e vicinanza affettiva. Le abitudini umane sono assai curiose, le tradizioni dure a morire, pensiamo a costruire nidi di famiglia mentre camminiamo tutti sull’orlo della solitudine. Le feste sono arrivate, il che significa organizzare pranzi e cene con amici e parenti, perché si fa così, perché a Natale è questo che si fa, perché un giorno come un altro viene reso speciale dal nostro bisogno di spargere cose speciali durante l’anno perché altrimenti sarebbe triste non avere neanche un giorno speciale. Nei nidi di famiglia cerchiamo un momento di pausa, una settimana di vacanza e un motivo per saziarci di buon cibo in buona compagnia, non c’è nulla di male in questo. Ognuno trova il suo modo di festeggiare e il motivo per farlo proprio perché, repetita iuvant, le feste sono arrivate, ognuno trova la zia o il cugino o qualche lontano parente simpatico o antipatico da invitare o da chiamare. Ognuno si lascia coinvolgere dalla scia e cerca di stringersi attorno qualcuno perché festeggiare da soli fa paura. Read More

Le cose piccole.


[Ita] Lo sapete cos’è che fa la differenza? Sono le cose piccole. Gli atomi indivisibili più potenti. I nuclei che stanno al centro e che comprimono tutta l’energia al loro interno. La differenza la fanno i secondi. Minuscoli pedsc_7318modzzi di tempo che acquistano il significato più grande solo se impariamo a vivere. La differenza la fanno i biglietti che si ricevono insieme ai regali, dove anche una sola parola scritta nel modo giusto irrompe come un uragano. La differenza la fanno i pensieri, quelli piccoli dati in una busta di amore puro e quelli che una buona testa pensa e tiene per sé. È nelle cose piccole che possiamo ritrovare una direzione, basta un solo momento in cui i nostri occhi possono focalizzarsi su un punto e la testa smette di girare. D’altronde è con una bussola e un cielo colmo di stelle piccole come granelli di sabbia che si sono solcati mari e fiumi, per scoprire nuove terre. La differenza la fanno i piccoli cuccioli, che sopravvivono alla caccia dei predatori e alle avversità della giungla, dandosi tempo per crescere. La differenza la fanno i punti, perché una nuova frase inizia sempre dopo che un’altra è terminata. La differenza è nella grandezza di un istante breve ed irripetibile. Read More

Trentasei trentaseiesimi (quarto motivo).


#11motivi

Trentasei su trentasei. Pensavo che alla fine dei sei anni avrei tratto un bilancio rimanendone entusiasta. Pensavo che sarei stato terribilmente euforico e che i salti di gioia sarebbero arrivati fino alla Luna. Invece il primo momento si è solo riempito di un senso di vuoto. Poi la stanchezza. Poi non ho sentito niente. A volte le situazioni risucchiano energia e risorse a lungo e la guarigione non è semplice né rapida.
Il punto è che mi sono sentito anestetizzato e privo di reali emozioni: quando ho guardato il centro del petto ho visto solo un cuore fatto di pietra, proprio io che, tanto ipocrita, professavo la ricerca dei fuochi d’artificio ogni giorno. Sono stato così tanto concentrato su stati d’animo auto-referenziali che ho dimenticato come si fa ad emozionarsi? Come si fa a sentire? Come si fa a gioire?
L’urto e l’insulto ripetuto hanno scatenato una reazione di difesa e desensibilizzazione e quindi cammino senza essere sveglio. Sorrido su una pelle che non si tira e respiro aria artificiale. Dove sono le cose belle? Ci devo pensare su, le devo scovare, scoprire, spolverare, tirare fuori da scatole nere e profonde. Quando dovrebbero essere qui.

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Acqua e schiuma (Considerazioni random sulla vita #3).


[English version coming soon]

[Ita] Ci sono persone. Ci sono macchie di gelato sulla maglietta. Ci sono pezzi di vita su una panchina di legno e un caldo atroce. Una vibrazione o forse l’illusione di una vibrazione e pensi subito che sia il cellulare, un messaggio, una chiamata. Invece è soltanto il giorno che scorre, forse il legno che fa da cassa di risonanza alla tua voce. Il cellulare può aspettare.

Ci sono momenti. Esperienze e memorie che gridano dietro gli occhi di ciascuno. Fa caldo, ecco perché il gelato si è sciolto prima che tu te ne accorgessi. La panchina di legno sembra un luogo sicuro su cui abbandonare il proprio corpo. Una zattera in mezzo alla piazza bruciata dal sole. La frenesia può aspettare. Read More

Pelle a mosaico.


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Le-cicatrici-del-mio-Cuore-di-Jeanpietro-Puntillo[Ita] In medicina, la guarigione delle ferite può avvenire in due modi: per prima intenzione o per seconda intenzione. Il nostro corpo mette in atto meccanismi di riparazione per il riempimento della soluzione di continuo e per la chiusura della ferita: la cicatrice è il risultato di una ferita. La ferita il risultato di un evento traumatico. La gravità della ferita è il risultato proporzionale alla forza dell’insulto.
La prima intenzione si realizza quando i margini della ferita sono ben accostati tra di loro in tutti i piani e in assenza di spazi vuoti, la seconda quando ciò non avviene e l’organismo deve mettere in atto meccanismi più complessi. Da un punto di vista biologico però alla base dei due processi vi sono gli stessi identici fenomeni, variabili semplicemente da un punto di vista quantitativo.

Nella specie uomo non è ben rappresentata la rigenerazione (per intenderci, la ricrescita di un arto o la formazione di una copia identica e perfettamente funzionante di una parte del corpo amputata o lesa), se non in qualche esempio che riguardi fegato ed osso. La capacità di rigenerazione, generalmente, tende a ridursi sia fra gli animali sia fra i vegetali man mano che saliamo la scala evolutiva: non siamo lucertole o salamandre e nemmeno piante. Read More

Sottovoce.


E allora guardami.
Dimmi il contrario di quello che dici, dimmi quello che il tuo cuore dice. Dimmelo sottovoce.
Poi urla quando tutto tace.
Gridamelo in faccia,
che non mi vuoi vedere più,
poi afferrami un dito, un dito solo,
tieni salda la presa anche quando siamo in volo.

Hai finito il fiato, ma anche l’affanno è andato via,
per cosa hai lasciato spazio, per la vita tua o la mia?
Forse è l’occhio ad aver guardato il lato sbagliato,
lasciando che il polmone si riempisse a metà,
Ma sai due mezzi cuori ne fanno uno intero
quindi chi se ne frega del buio che verrà.
In quel posto solo nostro,
tu sei la mia luce e non importa in quale angolo ci sia il mostro.

Fammi un sorriso sottovoce,
lega un capo del filo al mio dito,
a fare i nodi io non sono capace.
Ogni qual volta ne avrai bisogno,
tira l’altro capo ed io accorro, non importa dove.
Il mio petto è una scatola chiusa ma tu hai l’unica chiave.

Adesso che non hai più voce,
fai parlare me. Abbandona la tua croce.
Scegli bene, scegli la luce,

Scegli di vivere in pace.
La pace che senti,
solo se ci teniamo stretti.
E il cuore intero batte sottovoce.

Cercatoredifavole

👉Soundtrack (“BOTL” – Quinn Lewis + “Helium” – Sia)

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Forse un giorno.


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A volte mi chiedo se siano possibili le seconde possibilità. Se non ci sia già del marcio in qualcosa che è andato male una volta, se non ci sia un difetto di fabbrica che possa inficiare ogni successivo tentativo di riparazione, in quanto le connessioni tra i pezzi non saranno mai ottimali. Lo sono state mai? Il fatto stesso di dover concedere una nuova apertura dopo una chiusura potrebbe esprimere l’intrinseca natura fallimentare delle seconde possibilità. Forse non sono possibili, forse non dovrebbero esistere, forse non esistono. Forse ci illudiamo che le cose possano davvero migliorare e stravolgersi, che il cambiamento possa essere motore, causa e conseguenza, di un riprovarci ancora. Concedersi un’altra occasione significa provare a cambiare qualcosa che non ci piace o ci ha fatto stare male, e andare avanti nella speranza che l’evento doloroso non si ripresenti o si presenti in forma attenuata, confidando nelle modifiche attuate dai soggetti affinché gli ingranaggi funzionino meglio o siano meglio oliati, affinché i miglioramenti permettano di verificare, con sollievo, che la seconda possibilità è stata una saggia decisione. Read More