Rasoio e spazzolino.

Mentre cammino a passo svelto verso la fermata dell’autobus, scatta il rosso al semaforo pedonale e devo arrestare la mia corsa. Rischio di perdere il mezzo e con esso l’opportunità di arrivare perfettamente in orario, ma poco male, ne passa uno ogni 10 minuti. Voglio comunque provare ad intercettare quello delle 07:52. Scatta il verde e la massa di persone che nel frattempo si è accumulata durante l’attesa muove il primo passo all’unisono, come se fosse guidata dallo stesso invisibile direttore d’orchestra. I ritardatari, gli agitati, i corridori, gli ossessivo-compulsivi, i perfezionisti, si riconoscono subito. La prima falcata è sempre più lunga di quella degli altri. Così siamo in 3 o 4 a staccarci dalla massa e ad andare in testa.

Sono trascorsi quasi due mesi dal mio trasferimento nella nuova città. Quasi un terzo del periodo previsto all’estero… Sulla mensola accanto allo specchio del bagno ho ancora l’astuccio che contiene tutto l’occorrente, come se stessi pernottando in albergo per una settimana. Qualcosa di breve e temporaneo, una parentesi distratta capitata per caso. Ogni giorno ripongo lo spazzolino, il dentifricio, il rasoio e tutto il resto. Tutto torna dentro l’astuccio. È piuttosto capiente dopotutto.

Sull’altro lato della strada una signora cammina nella direzione esattamente perpendicolare alla mia: si tratta di una di quelle situazioni inevitabili in cui la tua testa presagisce la collisione ma il tuo corpo registra l’informazione con un fastidioso ritardo nella trasmissione dei dati. Perciò una lieve scarica di adrenalina mi avverte dell’impatto imminente e solo a quel punto la muscolatura decide di reagire. Sorprendentemente la signora ha già rallentato fino a fermarsi a pochi centimetri da me. Mi sorride, mi lascia passare. Sa che vado di fretta e non ha bisogno che le faccia la gentilezza di darle la precedenza. Superato l’ostacolo mi giro a mia volta per ricambiare il sorriso, ma la signora ha già ripreso la marcia e diverge sempre di più dalla mia traiettoria. Adesso osservo il profilo delle sue spalle allontanarsi in fretta e confondersi con l’aria del mattino. Torno a guardare dritto e il sorriso non abbandona le mie labbra.

Ad Anversa il cielo è quasi sempre coperto di nuvole. Piove spesso, tira un vento gelido tutti i giorni e se non copri bene la testa e non tieni al riparo naso e bocca il malanno di stagione è dietro l’angolo. Oggi però c’è il sole, quasi nessuno riusciva a crederci. Un invece esalato dalla bocca con sollievo e una piacevole meraviglia. È timidamente spuntato all’alba rivelando un cielo azzurro e terso. Ed ha magicamente rimosso un velo dalla città scoprendola in tutta la sua bellezza. Esistono i colori e le sfumature dei tetti, le ombre dei pinnacoli e le luci dei lampioni ancora accesi, i binari del tram vicino la riva e i parchi sparsi tra i palazzi e le statue. La stazione centrale si erge davanti a me talmente bella da sembrare una cattedrale. Il fiume Schelda scorre placido e gelido coperto dagli edifici e dalle case. Oggi c’è il sole che risveglia le strade e ho capito che mi è bastato veramente poco per innamorarmi di questa città. Sono le cose semplici quelle che si insinuano nel cuore.

*

Quando sono tornato a casa alla fine del pomeriggio, sono andato in bagno e ho preso il sapone dal solito grande astuccio che conteneva tutto il necessario. A quel punto mi sono fermato sovrappensiero con la mano ancora a mezz’aria, e non so quanti secondi o minuti siano trascorsi prima che mi riprendessi da quel torpore. Alla fine mi sono riscosso e con pacata lentezza ho preso l’astuccio ( o la borsetta da bagno, chiamatelo come vi pare ), ho inspirato profondamente e l’ho svuotato. Ho tirato fuori rasoio e spazzolino, e tutto quanto quello che c’era dentro. Alcune cose le ho riposte sulla mensola, altre sul ripiano, altre vicino al lavandino. Ognuna al suo posto.
Mi sono avvicinato alla finestra della stanza e ho guardato gli ultimi istanti di luce prima del tramonto.

E quindi vaghiamo, anime a pezzi, anime perdute, anime sparse tra i continenti della Terra. Vagabonde in cerca dei frammenti abbandonati per caso, con mezzo sorriso attaccato alla faccia. Vaghiamo e aspettiamo il sole dentro. Calchiamo diverse terre per rispondere alle domande della nostra anima fluida e lasciamo tracce per non far smarrire gli altri. Ci svegliamo pieni di libertà e andiamo a prendere l’autobus, scoprendo che il sole ha deciso inaspettatamente di farci una sorpresa. Allora guardiamo con meraviglia e capiamo che tutto andrà bene, che prima o poi staremo bene, che nonostante il freddo ci sarà sempre un colore per cui varrà la pena continuare a camminare. Anime stupite, frastornate, in attesa del verde al semaforo. Un cielo macchiato di un po’ di felicità, la luce del mattino che scioglie l’aria; siamo anime pronte a perderci. Perché tanto a casa ci siamo già.

D (Cercatoredifavole).

 
 © Cercatoredifavole


 

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19 comments

  1. Elisa Leone · dicembre 2

    Questo post è proprio ciò di cui avevo bisogno in questo momento. Mi hai trasmesso bellissime sensazioni in un momento parecchio tormentato. Grazie.

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    • D. (Cercatoredifavole) · dicembre 2

      La cosa mi rende assai felice. E’ un grande onore esserti stato d’aiuto, e un importante successo quello di riuscire a trasmettere… Grazie a te. Spero che il momento tormentato finisca presto, la serenità ce la meritiamo tutti cara Foglia di Tè 🙂

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      • Elisa Leone · dicembre 2

        Credo si tratti solo di una piccola grotta umida e scura in mezzo ad una verde landa soleggiata. Devo solo trovare l’uscita. Grazie per l’augurio!

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  2. bluebird90 · maggio 17, 2016

    Bellissime le immagine che sono scorse davanti ai miei occhi mentre leggevo.
    Bravissimo come sempre!

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  3. Pingback: Erasmus, attentati di Bruxelles e incidente spagnolo: CercatorediFavole si racconta -
  4. alessialia · aprile 28, 2016

    Sarai ripagato…. Appena si trova un po di equilibrio si ritrova la “casa”!

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  5. reoloscrivano · marzo 21, 2016

    Gran bel post!

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  6. Massimiliano · marzo 21, 2016

    Ma che bello. Ti ho letto con grande piacere. Trascinante, davvero.

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    • D. (Cercatoredifavole) · marzo 22, 2016

      🙂 Grazie Massi, tantissimo… Nell’ultimo periodo sono stato completamente risucchiato dalle novità e dalla nuova città che ora chiamo casa. Ho voluto fermare un momento e scriverlo, per non dimenticarlo!

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      • Massimiliano · marzo 22, 2016

        Direi che hai fatto bene. Ricordati di queste cose quando sarai un medico. Un medico, non un semplice dottore. Un uomo che cura.

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      • D. (Cercatoredifavole) · marzo 26, 2016

        Assolutamente… Grazie per il prezioso consiglio, non potrò mai dimenticarlo.
        Ps. Ma ieri o l’altro ieri è stato il tuo compleanno? Auguriiii (in ritardo) 🙂

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  7. AliDiFarfalla · marzo 15, 2016

    Bellissime le sensazioni che mi hai trasmesso con queste parole!

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    • D. (Cercatoredifavole) · marzo 17, 2016

      Ti ringrazio AliDiFarfalla 😀 mi fa molto piacere di averti trasmesso qualcosa di bello, il mio intento è sempre quello di condividere le ispirazioni di un momento con il mondo che mi circonda. Grazie di essere passata

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  8. Serena (Cara Malù) · marzo 15, 2016

    Bellissimo post! Bellissimo soundtrack!

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  9. Elena · marzo 15, 2016

    Meraviglioso. Semplicemente stupende le immagini che hai evocato!

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