(3)1 gocce di pioggia.


Esattamente un anno fa alla stessa ora buttavo i libri sulla scrivania e avviavo il computer senza sapere cosa sarebbe successo dopo. Alcune decisioni si prendono per mancanza di alternative e altre perché dopo ci fanno sentire meglio. Ero una bomba inesplosa sul punto di scoppiare da un momento all’altro ma è bastato un solo foro per alleviare la pressione. Per far fluire in modo ordinato e spontaneo i pensieri e costruirgli argini a destra e sinistra. È stato un modo per incanalarli e concretizzarli permettendo la depressurizzazione della calotta cranica. Dopodiché, col passare del tempo, le due rive si sono distanziate sempre di più e il fiume si è allargato, espandendosi naturalmente negli spazi vuoti. Quel giorno non sapevo cosa avrei fatto o come avrei dato senso alla mia testa piena di parole, e poi è nato questo blog. Compagno silenzioso di avventure e scatola in cui mettere le cose fuori posto. Mi ha donato tanto, forse più lui a me che viceversa, mi ha riempito di inaspettate soddisfazioni. In un anno ha riflettuto ad ogni istante la mia immagine per consentirmi di passare attraverso lo specchio e abbracciare gli spigoli. Dovreste farlo anche voi: abbracciate gli spigoli. Read More