Extrasistoli (Considerazioni random sulla vita #2).

MAS-Antwerpen

Mi ero dimenticato cosa volesse dire avere caldo. Mi ero dimenticato cosa fosse l’estate.

I miei cani mi hanno fatto le feste e sono quasi impazziti di gioia, così mi sono sentito davvero insostituibile per qualcuno.

Il viaggio è stato così confortevole che ero sul procinto di addormentarmi. Non l’ho fatto, perché troppi pensieri affollavano la mia mente.

Ho fatto il primo bagno al mare. Il 30 luglio.

Ho dormito nella mia stanza e quando mi sono svegliato mi sembrava tutto fuori posto.

Non è cambiato niente, ma è cambiato tutto. Non si è più gli stessi al ritorno.

Mi è stato detto che parlo anche con i muri.

Ho imparato ad accettare i silenzi e ad amarli per quello che sono, ossia non silenzi. Perché ho capito che non li rendo mai realmente muti, c’è sempre un angolo di me che sta gridando.

Ho imparato ad abbracciare gli spigoli.

Il cuore si è ingrandito. Col trascorrere dei mesi le sue dimensioni sono aumentate sempre più, con lentezza ma senza interruzioni, adesso trabocca addirittura di emozioni liquide mischiate a sangue. Sento che pesa.

Ho perso una miriade di battiti di cuore e ne ho guadagnati altrettanto.

Extrasistoli. Per ogni respiro trattenuto e per ogni istante mozzafiato. Milioni di extrasistoli.

Una delle persone più importanti della mia vita mi ha chiesto: Cosa avevi messo in valigia prima della partenza, cosa hai lasciato lì e cosa hai riportato indietro al tuo ritorno. Penso che non saprò mai rispondere del tutto a questa domanda.

Più vita. Più colori. Più dolore. Più consapevolezza. Più maturità. Più amore. Più battiti di cuore. Più sangue nelle vene.

Ho lasciato cadere un pezzo della mia anima laggiù mentre camminavo per le strade e l’ho guardato mischiarsi con la pioggia e con il fango, con l’asfalto e con le foglie frantumate, con il fiume e con il tramonto.

Anche quando il sole non c’è, possiamo cercarlo dentro di noi.

E sono tipo felice per la possibilità, colta al volo, che ho avuto di poter vivere questa vita extra.

Ho finito le parole.
Per ora.

D.


👉Considerazioni random sulla vita #1

👉Soundtrack (altra traccia super emozionante: “Walking On Cars” – Speeding Cars)

👉Pagina FB

 

 

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12 comments

  1. Pingback: Acqua e schiuma (Considerazioni random sulla vita #3). | D.
  2. bluebird90 · settembre 4

    Arrivo in ritardo di un mese abbondante, ma spero che tu sappia che arrivo prima o poi.
    Ben tornato D! Ben arrivato nella tua nuova casa, il tuo nuovo te. Mi piacerebbe sapere di più, fare domande ma mi sono resa conto che sono superflue. Hai detto tutto in queste poche righe, quindi ti mando un dolcissimo abbraccio!

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  3. cdgiei · agosto 3, 2016

    Ben arrivato (a casa, ma soprattutto a te stesso :))

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    • D. (Cercatoredifavole) · agosto 4, 2016

      Grazie caro. Bellissimo ciò che si può implicare con la tua frase!
      Un ritorno dolceamaro, un po’ frastornato, ma pur sempre a me stesso, sì. E casa non è più uno spazio fisso, ma un luogo da portare con me in valigia

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      • cdgiei · agosto 4, 2016

        Ero sicuro che avresti colto 😊

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  4. massimolegnani · agosto 1, 2016

    qualunque sia stato il viaggio è al ritorno che lo comprendi appieno.
    ml

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  5. lamelasbacata · agosto 1, 2016

    Ognuna di quelle extrasistoli ha fatto egregiamente il suo lavoro. Bentornato, diverso forse da quando sei partito ma neppure tanto. Il cuore e l’anima sono sempre gli stessi, grandi e luminosi.

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    • D. (Cercatoredifavole) · agosto 4, 2016

      …Grazie Mela! Tornato a casa, anche se ormai casa non è più luogo fisso nello spazio-tempo.
      Spero che cuore e anima non cambino allora, o almeno che non lo facciano in peggio ;D un forte abbraccio

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  6. Massimiliano Riccardi · luglio 31, 2016

    Non chiedermi perché, sono riuscito a cogliere perfettamente l’essenza di questa tua riflessione.

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    • D. (Cercatoredifavole) · agosto 1, 2016

      Si vede che siamo sulla stessa lunghezza d’onda 😀 sono molto felice che hai colto perfettamente, non avrei dubitato!
      Un abbraccio caro Massimiliano

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