Le cose che non sai (di me).

Dimmi qualcosa che non so.

[ITA] Cosa direste voi ad una persona cara? Qualcuno che amiate, che condivida o meno con voi un legame di sangue? Cose che non potete più dire a qualcuno che non c’è più? Piccolezze che passano inosservate, dettagli che forse quella persona non è mai riuscita a notare? rain-02Quali sono le immagini e i pensieri intimi che nessuno conosce e che non vi siete mai presi la briga di spiegare? Non deve essere tutto. Deve essere qualcosa.

Qualche volta mi appunto le cose e i pensieri nelle note del telefono perché ho paura di dimenticare. Vorrei farlo su carta e penna.

Quando guido e le persone davanti a me vanno troppo piano, lancio loro qualche insulto. Poi me ne pento. A volte mi ritrovo immerso in qualche pensiero e non ho idea di come abbia percorso l’ultimo tratto di strada: quando me ne rendo conto mi chiedo se il pilota automatico nella mia testa sia stato prudente.

Nei luoghi pubblici mi piace osservare le persone e capire che cosa le ha portate lì dove sono ora. A volte origlio le conversazioni perché so che poi non le ricorderò.

Quando attraverso sulle strisce pedonali il mio piede deve finire o sulla parte bianca o sull’asfalto scuro, mai a metà.

Sulla scrivania nessun oggetto è a posto, eppure per me è proprio lì dove dovrebbe stare. Dove so che posso trovarlo.

A volte vorrei essere nel corpo di un’altra persona per capire cosa significhi essere qualcuno che non sia me.

Mi piacciono le canzoni tristi. Ogni volta che ne sento una, parte un viaggio nella mia testa e quasi sempre c’è una coreografia: danzo da solo, o con qualcuno di cui non riesco mai a vedere il volto.

Non ho più la pazienza che avevo una volta, e ne ho sempre avuta poca. Il che è tutto dire.

Sono permaloso ma detesto ammetterlo.

Non mi piacciono le ingiustizie e non riesco a stare zitto se ne percepisco una. Mi infastidisco facilmente. Facilmente avvampo durante una discussione, ergo mi ribolle il sangue nelle vene e più che avere ragione voglio assolutamente avere l’ultima parola. A volte metà del mio cervello si distacca ed è come se fluttuasse in aria e diventasse un arbitro super partes, comunicandomi quanto le persone coinvolte compreso il sottoscritto si stiano comportando in maniera scortese.

Mi è stato dato dell’egocentrico, a volte lo sono. Perciò passo tutta la vita a combattere questo epiteto affibbiato come una condanna e che pesa come un macigno mettendo in discussione ogni mia azione.

A volte sono vittima delle circostanze e sono impotente di fronte agli equivoci se non c’è volontà di voler capire.

La libertà è per me la cosa più importante.

Quando dicono che una persona sia troppo buona, io non so mai cosa sia troppo e cosa sia troppo poco.

Quando esco e trascorro del tempo con le persone mi piace sintonizzarmi su quel momento presente e concentrarmi su ascolto e conversazione, ogni notifica del cellulare è solo un disturbo e una distrazione non necessaria.

Quando aggiorno le applicazioni sul telefono, le apro e le richiudo subito dopo, anche se non tutte: una sorta di automatismo per eliminare il puntino blu che ti avvisa dell’aggiornamento appena effettuato.

Mi spaventa la rapidità con cui la tecnologia si stia corrompendo per trafugare dati personali e invadere la privacy. La propria identità non può essere oggetto di compravendita, eppure è ciò su cui le società del nuovo millennio fanno soldi.

Vorrei trascorrere giorni interi senza telefono e sogno di fare un lungo viaggio in terre prive di agi e comodità occidentali.

A volte inizio trecentomila cose tutte insieme e non ne finisco una.

Mi commuovo con i cartoni animati, con i film sui cani e con le pellicole drammatiche.

Perdono anche le cose che non dovrei perdonare, mi intenerisco facilmente, poi mi arrabbio con me stesso perché non avrei dovuto farlo. E poi perché se è stato fatto non ha senso rimuginare sul non averlo dovuto fare. Faccio troppo caso alle piccole cose.

Mi capita di fare tardi ad un appuntamento perché prima devo finire di leggere un libro da cui non riesco a staccarmi, o devo terminare un film avvincente.

Mi piace ogni alba e ogni tramonto, e a chi dice che non c’è niente di speciale in un fenomeno che si ripete tutti i giorni non so cosa rispondere, perché per me c’è gioia in ogni respiro preso al mattino e in ogni sospiro regalato alla sera.

Mi piace il contatto fisico e non c’è mai malizia in quello genuino.

Da bravo animale sociale non saprei stare senza contatti, senza amici, senza persone al mio fianco. E sono terribilmente spaventato dagli addii e dai saluti, perché un legame è una pianta che sopravvive soltanto se si è in due a dare l’acqua… Tuttavia, ho bisogno di momenti in cui sono completamente e assolutamente da solo.

Sono melodrammatico, ma il dramma non mi piace più.

Se ve la sentite, fatemi sapere nei commenti o con un messaggio cosa direste a qualcuno che non sa o che non può più sapere.

D (Cercatoredifavole).

👉Soundtrack (“Dancing On My Own” – Deva Mahal)

👉Pagina FB


[ENG] What would you tell somebody you love? Something that nobody knows. Something that you never said. Little things that you wish you have said. Things that you don’t say.

Sometimes I take notes in the cellphone about things and thoughts because I’m afraid to forget. I would like to do it with paper and pen.
When I drive and people in front of me are too slow, I curse. Then I regret it. Sometimes I find myself lost in thought and I have absolutely no idea how I drove the last stretch of road: I wonder if the autopilot in my head was careful.
In public places I like to observe people and understand what brought them to where they are now. Sometimes I listen to the conversations because I know after I will not remember them. Sometimes I isolate myself and forget there are people around, so I start acting and talking to who’s next to me like nobody else would be able to hear.
Through the pedestrian crossing my foot must entirely end up either on the white part or on the dark asphalt, never in the middle.
My desk is totally messy, yet for me it’s okay like that. I always know where I can find anything.
Sometimes I would like to be in the body of another person to understand what it means to be someone who is not me.
I like sad songs. Every time I hear one, a journey starts in my head and there’s always a dancing involved: I dance alone, or with someone whose face I never see.
I no longer have the patience I once had, and I have always had too little of that.
I’m touchy and I hate to admit it.
I do not like injustice and I can not shut up if I feel one. I easily get annoyed. I easily get flared up during an argument, I don’t want to be right but I absolutely want the last word. Sometimes half of my brain disconnects from the body and it is as if it were floating and becoming a referee super partes, telling me how much the people involved are mean and rude.
I have been told I’m self-centered, sometimes I am, but never selfish. So I spend my whole life fighting against this epithet, which feels like a death sentence.
Freedom is the most important thing.
When they say a person is too good, I never know what is too much and what is too little.
When I go out and spend time with people I like to focus into that moment and concentrate on listening and talking, every cellphone notification is just a bother and unnecessary distraction.
When I update the apps, I happen to open them and close them right after: a sort of automatism to eliminate the blue dot that warns you of the update just done.
The speed with which technology is being corrupted to steal personal data and invade privacy is frightening. Personal identity can not be the object of a sale, yet it is what the new companies make money on.
Sometimes I start doing millions of things and I don’t finish any.
I get emotional with cartoons, movies about dogs and dramatic movies.
I also forgive things that I should not forgive, I am easily moved, then I get angry with myself because I should not have done it. And then because if it was done it does not make sense to overthink it. I pay too much attention to little things. I like honesty.
I happen to be late because I first need to finish reading a book I’m loving, or watching a movie I’m liking.
I like every dawn and every sunset, and to those who say there is nothing special in a thing happening every single day I don’t know what to respond. According to me there is joy in every breath taken in the morning and in every sigh given at night.
As a good social animal I cannot be without contacts, without friends, without love, without people by my side. And I’m terribly scared of goodbyes, because a bond is a plant that survives only if you are in two in giving water. However, I truly need moments in which I’m absolutely alone. I dream of spending days without cellphone, just by myself, maybe during a trip in a virgin pure territory.
I like “alone” but not “lonely”. I grab the hand of my fellow traveler and never let it go.
I’m melodramatic, but I don’t like drama anymore.

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