Con gli occhi.

[Ita] Un anno strano. Diverso e distante dagli altri perché eravamo noi ad essere diversi e distanti. Ho imparato ad allontanarmi con i pensieri e con i passi. Ho imparato a sentirmi da solo. A sentirmi. A sentire. Ho imparato nuovi modi per avvicinarmi e avvicinare. Ho dimenticato cosa vuol dire corrersi incontro, ma le persone le ho strette comunque. Le ho strette a me, cucendo addosso le mancanze e gli spazi riempiti di gesti a distanza. Ho imparato ad abbracciare con gli occhi e a fare l’amore con le parole. Ho dovuto infondere in uno sguardo tutto ciò che non ho potuto dire quando una mascherina mi tappava la bocca. Così ho guardato, fissato, pianto, ammirato. Ho guardato tutto l’amore che ci può essere nonostante le avversità. Ho visto che l’amore ci salva, ho visto l’amore che ci salva, anche in un deserto devastato dalla malattia, anche attraverso uno schermo, perché è questo quello che fanno le persone. Le nostre persone. Ci salvano e ci tirano su, in un mondo pieno di disperazione.

Ho imparato ad abbracciare con gli occhi.

E voi?

D (Cercatoredifavole)

👉Soundtrack (“No Expectations” – AG, Brian Fennell)

👉Pagina FB


[Eng] A strange year. Different and distant from the previous ones because we were the ones who were different and distant from each other. I’ve learned to walk away with thoughts and steps and keep distance. I’ve learned to feel alone. To feel myself. To feel. And listen. I’ve learned new ways to get closer and to be close. I forgot what it’s like to run towards somebody and hug, but I held people tight anyway. I held them tight and close to me, sewing on myself the shortcomings and the empty spaces, which were filled with gestures from afar. I learned to hug people with my eyes and to make love with words. I have to instill in a look everything I can’t say when a mask covers my mouth. So I looked, stared, cried, admired. I watched all the love that can be there despite adversity and pain. I saw love and I saw that it saves us, even in a desert ravaged by disease, even through a screen or a smartphone, because that’s what people do. Our people. They save us and lift us up, in a world full of despair.

I learned to hug with my eyes.

And you?

[…] So take me to the airport
And put me on a plane
I got no expectations
To pass through here again

10 comments

  1. tachimio · marzo 28

    Da dietro una mascherina ti mando un sorriso. Isabella

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  2. LatteScaduto · dicembre 20

    Ho imparato a star da solo e anche che la vita continua a scorrere anche se stiamo sul divano come vecchi all’ospizio.
    Poi ho imparato anche un’altra cosa, che forse non a tutti piacerà sentirla dire: che appena c’è un attimo di libertà bisogna sfruttarlo a più non posso, perché della libertà del domani non v’e’ certezza.
    Io non andrei a fare assembramenti in centro, ma a fare gite in montagna. Cmq non ho fatto nemmeno quello perché, vuoi problemi personali, vuoi la “sindrome della capanna”, sono rimasto atrofizzato sul divano a guardare le foto di chi invece non ha perso tempo.

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    • D. (Cercatoredifavole) · dicembre 31

      La vita continua a scorrere e a scivolare via anche mentre ci sentiamo bloccati sul divano, è vero. Per questo forse dobbiamo scuoterci: che sia qualcuno o che provenga da noi stessi, bisogna creare il terremoto e muoverci. Prendendo libertà e vita a grandi morsi. Ce la facciamo, LatteScaduto!

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  3. nerodavideazzurro · dicembre 19

    Anno di privazioni, sì: ma in cui metter a frutto gli insegnamenti di quelli trascorsi e vedere che in tanti sembrano fare il compito guardando ovunque e non sul foglio…
    Bel post e song stupenda.

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    • D. (Cercatoredifavole) · dicembre 21

      🙏 grazie bello. La canzone è meravigliosa hai proprio ragione. Tu che cosa guardi, il foglio o ovunque? E che vedi?

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      • nerodavideazzurro · dicembre 21

        Bella domanda, ci sono momenti in cui il foglio è stretto e lo sguardo vuole prendere il volo, ma poi si pensa che va fatto ciò che si deve dopo di che può spaziare. Per ora vede non spazi e non tempi, pause tra le note di partitura (a volte un po’ stonate), ma si spera che il movimento riprenda aria al prossimo atto dell’opera.

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      • D. (Cercatoredifavole) · dicembre 31

        Il prossimo atto… è qui e ora! 🙂

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